Parole in prestito.

Dalla penna di un Amico.

Il destino è bastardo
ed è anche testardo
si ostina a cambiare
e con le emozioni a giocare
ti illude e seduce
e al peccato ti induce.

Il destino è bastardo
ed è anche bugiardo
si ostina a mentire
e il suo scopo è tradire
ti crea confusione
ti fa sentire un coglione.

Il destino è bastardo
ed è anche beffardo
se ti ostini a capirlo
non riesci a seguirlo
e se ti fotte la mente
non ti rimane più niente.

Il destino è bastardo
ma è il solo baluardo
per un gioco assai duro
per sentirsi al sicuro
ed i sogni sperare
che si possan avverare!!

[Davide.•

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Memorie.

“Le nubi viste dalla parte del cielo e non dalla parte della terra, hanno una luce diversa” , pensai mentre guardavo fuori dal finestrino dell’aereo che da Bologna mi stava portando a casa. Presi di nuovo il telefono e scattai l’ennesima foto, questa volta all’ala, che sembrava quasi appoggiata sulle nuvole, mentre l’aereo iniziava le sue prime manovre di atterraggio e andava sempre più sprofondando in quella biancastra consistenza, lasciando intravedere quella terra e quel mare che iniziavano a poco a poco a farsi riconoscere. Non avevo dubbi: ero a casa. Il mare brillava, i campi regolari e suddivisi in maniera precisa, le case in riva al mare, tutte a schiera incastrate perfettamente tra gli alberi e i centri urbani in lontananza, quella città che fin troppo bene conoscevo; le strade che si delineavano sempre più man mano che il pilota proseguiva con l’atterraggio. Si, ero a casa.

[Kat.●

23.28

Chissà dove sono finiti i sogni che avevo conservato gelosamente nel cassetto.

Chissà dov’è finita la bambina che aveva mille progetti e sognava di vivere in una grande città.

Chissà dove sono finite le giornate tornata da scuola e subito in strada a giocare con gli amici.

Chissà dov’è finito il super santos con cui ogni giorno si giocava a palla avvelenata.

Chissà dove sono finite le belle giornate, il non avere pensieri o avere proprio e solo quelli di pensieri.

Chissà dov’è andato a finire quel diario dove ogni sera raccontavo un po di me, giusto per non dimenticarlo.

Chissà dove sono finite le mille mila calze che sono entrate in lavatrice e non sono più uscite.

Chissà dov’è finita la sicurezza, la perseveranza, la forza, la sfacciataggine, l’amore, le amicizie.

Chissà.

[Kat.•

1.12. Riflessioni 

Dicembre è così.

 Alla fine.

Dicembre sono le luci delle città, la gente di corsa, i camini accesi. Dicembre è le speranze non realizzate durante l’anno passato e tutti i nuovi propositi che non si realizzeranno. Dicembre è la neve e il freddo pensando al mare, a quel mare. È l’arrivo in stazione e la corsa alla metro prima che sia buoi o troppo tardi. Dicembre è provare ad essere più buoni. Dicembre è anche pensare a quanto di buono c’è stato in quest’anno, delle esperienze vissute, alle belle persone incontrate, a quei giorni svegli fino all’alba e alle lunghe notti a parlare. Dicembre è guardare al futuro con la voglia, probabilmente, di stare ancorati al passato. Credo che dicembre sia vedere tutto con almeno un po di ordine, i pensieri, i sogni, le speranze, le persone.

[Kat.•

Milano-Bologna

Ho perso forse anche troppo.

Ho perso fogli con su scritto pensieri, i miei.

Ho perso speranze che non ho avuto il coraggio di realizzare.

Ho perso persone che pensavo Amiche, e che a volte, a dire il vero mancano un po.

Ho perso occasioni che pensavo si ripresentassero.

Ho perso giornate a fissare il muro senza muovere il culo. 

Ho perso tramonti e albe per il mio essere a volte troppo distratta dal resto.

Ho perso anche Giorgina che si è ammalata.

Ho perso alcuni sorrisi di mia sorella e anche le sue giornate isteriche.

Ho perso l’opportunità per poter parlare, e altre volte invece ho parlato anche troppo. 

Ho perso gioie, aerei, treni, per paura di essere troppo audace.

Ho perso circostanze e momenti importanti.

Ho perso la voglia di non pensare più a quello che voglio davvero; e l’ho persa da quando i miei sogni sono rimasti dentro il cassetto ed Ho perso la chiave.

[Kat.•